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Che cos'è l'Alzheimer

La malattia (o morbo) di Alzheimer è oggi definita come quel "processo degenerativo che distrugge progressivamente le cellule cerebrali, rendendo a poco a poco l'individuo che ne è affetto incapace di una vita normale". In Italia ne soffrono circa 800.000 persone, nel mondo 26,6 milioni, con una netta prevalenza di donne.

COSA E’ LA NEUROPSICOLOGIA ?

E’ un metodo di studio che fornisce elementi conoscitivi di tipo quantitativo e qualitativo di fronte a quadri di deterioramento cognitivo i cui elementi distintivi servono per una corretta impostazione di mirati percorsi diagnostici e terapeutici.
L’acquisizione di dati neuropsicologici sono utili per determinare l’abilità del paziente ad apprendere e generalizzare nuove strategie di adattamento, per fornire al paziente e alla famiglia indicazioni sulle abilità compromesse e su quelle residue, per poter riadattare in modo congruente le aspettative e gli obiettivi per il futuro, nonché le strategie di compenso.
Lo studio neuropsicologico si avvale di un’accurata anamnesi: vanno indagate la storia personale, la descrizione soggettiva dei disturbi cognitivi, la motivazione e l’apatia, i disturbi emotivi, l’esame di realtà, la personalità premorbosa, l’alterazione della personalità.
La neuropsicologia opera attraverso interventi che vanno ad agire sui disturbi della sfera cognitiva e comportamentale e che costituiscono la tecnica di “Riabilitazione cognitiva e comportamentale”. Per gli ammalati di Alzheimer non esistono ad oggi trattamenti farmacologici e neuropsicologici capaci di arrestare la progressione della degenerazione cerebrale. Il trattamento risulta pertanto finalizzato a rallentare il decorso ingravescente, a curare, almeno temporaneamente, i sintomi cognitivi e comportamentali, ed a garantire al paziente la migliore qualità di vita possibile.
 

INTERVENTI NEUROPSICOLOGICI E SOCIALI
“Strategie riabilitative e assistenziali”- effettuare una valutazione riguardante la sfera funzionale nelle attività quotidiane, la capacità cognitiva (memoria, orientamento Tempo/Spazio, persone e cose ecc.), l’abilità comportamentale (irrequietezza, aggressività, rigidità ecc.) ed inoltre possedere tutte le informazioni sulle abitudini, sulle esperienze del soggetto e sulle dinamiche familiari. In sintesi:

  1. Somministrazione di scale cognitive e test standardizzati per la misurazione del deficit cognitivo
  2. Come affrontare la perdita di memoria e come prevenire i problemi dovuti alla perdita di memoria
  3. Come facilitare la comunicazione verbale e come usare la comunicazione non verbale
  4. Come affrontare il disorientamento e prevenire i problemi legati al disorientamento
  5. Intervenire sulle principali difficoltà pratiche nella vita quotidiana(mezzi di compenso)
  6. Stimolare le potenzialità residue del malato di A. attraverso la scoperta delle sue qualità ereminiscenze personali, stimolare interessi attraverso attività reali
  7. Proporre attività ricreative piacevoli e costituire centri di aggregazione sociale onde evitare l’isolamento e la solitudine del paziente e del familiare.
  8. Colloqui e interviste cliniche con i familiari e caregiver del paziente al fine di fornire supporto i durante il percorso di accudimento
  9. Condivisione tra familiari e gruppo dei volontari per un confronto degli obiettivi preposti, per dare voce alle testimonianze di chi è vicino al malato, per ridurre gli effetti dello stress.
     

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Associazione Alzheimer Alberobello Onlus
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